Resistere all’invadenza: il pensiero di Noam Chomsky attraverso la conoscenza dell’ipnosi

“Scoprire è la capacità di lasciarsi disorientare dalle cose semplici.”

Noam Chomsky.


Noam Chomsky, uno dei più importanti intellettuali oggi in vita, ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media. Con il suo concetto di continuità psichica, che io ho declinato in una parte come continuità cognitiva, ha parlato in un modo originale della nostra attività ipnotica. Noi abbiamo continuamente bisogno di aggiornare contenuti e contesti della nostra attenzione, ogni volta che ci concentriamo su qualcosa raggruppiamo la nostra attenzione attorno ad un pensiero, un’idea, una storia. Le storie ci prendono, ci ammaliano, rapiscono la nostra concentrazione. L’ipnosi è fatta di concentrazione, distrazione, sorpresa, metafore, storie e sogni. Ogni volta che creiamo un’induzione cominciamo a viaggiare! Se siamo come Virgilio fu con Dante allora non viaggiamo da soli ma troviamo la compagnia di chi segue la nostra induzione.

Noi capiamo noi stessi ed il mondo attraverso la continuità psichica: ogni giorno al risveglio ci ritroviamo, rinnovati dal lavoro del nostro inconscio durante il sonno, ma ci ritroviamo costantemente in noi stessi. Per continuità psichica cerchiamo di star allineati coi cambiamenti, le nuove conoscenze, gli studi e le ricerche che si fanno sempre più profondi e specialistici.

Perdiamo la visione d’insieme che, al contrario, Noam Chomsky ha saputo mantenere, permettendoci di comprendere dove e come è il sistema, come l’insieme organizzato di poteri, coesi nel guidare le nostre scelte e decisioni, a discapito della nostra libertà, agisce ed opera. Io dal canto mio ho cercato di aggiungere quegli elementi che lo studio dell’ipnosi e degli stati mentali ci ha insegnato a guardare.


«La massa non sa cosa sta succedendo nel mondo. E non sa neanche di non saperlo». Noam Chomsky.


1 - La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.

La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.

Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

Nella magia da spettacolo, la prestidigitazione, lavora costantemente affinché l’attenzione del soggetto venga distratta, ciò che conta è che la persona non possa sospettare di nulla, continuamente intenta a seguire le indicazioni che gli vengono suggerite, in questo modo noi non vediamo di non vedere, vediamo sempre.

Nell’uso dell’ipnosi succede spesso che si raggiri la mente cosciente, razionale, dando spazio alla creatività. In tal modo è facile vedere come da sola l’attenzione, rivolta alla creatività, tenga occupato il cervello razionale dal pensare, favorendo intuito, creatività e fantasia, esperienze più vicine al mondo inconscio. I meccanismi di resistenza, legati all’emisfero razionale, rallentano i processi di crescita e cambiamento, per cui il depistaggio nel mondo dell’ipnosi è agito nel tentativo di aiutare la persona ad uscire fuori dalle sue trappole mentali.


«Leggere un libro non significa solo sfogliare le pagine. Significa riflettere, individuare le parti su cui tornare, interrogarsi su come inserirle in un contesto più ampio, sviluppare le idee. Non serve a niente leggere un libro se ci si limita a far scorrere le parole davanti agli occhi dimenticandosene dopo dieci minuti. Leggere un libro è un esercizio intellettuale, che stimola il pensiero, le domande, l’immaginazione.» Noam Chomsky.


2 - Creare problemi e poi offrire le soluzioni.

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che sia il pubblico che richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

Anche il gioco ipnotico di tenere la persona impegnata in un lavoro cognitivo, creando un problema, o anche semplicemente ipotizzandolo, impegna la mente conscia della persona, lasciandola vulnerabile e facilitandone la guida. Conoscendo le strategie dell’ipnosi ci si può liberare dal giogo che si può creare attorno a noi, attraverso la consapevolezza io, e con me il mio inconscio prima ancora, posso essere libero e consapevole della mia vita.

«L’anarchia è l’ideale ultimo al quale la società dovrebbe avvicinarsi.» Noam Chomsky.


3 - La strategia della gradualità.

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

La gradualità è il principio del cambiamento, procedere per piccoli passi, in tal modo la persona non si accorge di cambiare, il cambiamento è continuo, lento e graduale, ci ritroviamo diversi senza renderci conto. L’ipnosi solitamente procede per piccoli passi: il livello di concentrazione viene approfondito gradualmente anche per sottrazione. Se dico a una persona di non pensare ad una certa cosa, la persona deve pensarla e poi metterla da parte, tengo così impegnata la sua mente, facendole fare un lavoro pur negando di voler farglielo fare. L’ipnosi insegna a condurre l’apprendimento, anzi ci porta ad apprendere ad apprendere, in quell’esperienza che Gregory Bateson chiamava deuteroapprendimento.

Il deuteroapprendimento è un concetto creato da Gregory Bateson nella sua analisi del comportamento umano ed animale, per descrivere il processo, contestuale a quello dell’imparare, attraverso cui si «impara ad imparare».

Per questo, nei termini della distinzione tra livelli logici introdotti da Bertrand Russell e da Bateson stesso, è definibile anche come «apprendimento di secondo livello».

Il concetto presenta alcune significative analogie con quello di metacognizione.

La metacognizione è un costrutto teorico utilizzato in ambito psicologico ed educativo. La metacognizione indica un tipo di autoriflessività sul fenomeno cognitivo, attuabile grazie alla possibilità di distanziarsi, auto-osservare e riflettere sui propri stati mentali e su quelli delle persone coinvolte nelle relazione, nonché di riflettere sul contesto di riferimento.

Consideriamo la metacognizione come la terza posizione percettiva, la prima è la consapevolezza di se stessi all’interno della propria identità di funzione e di ruolo, la seconda è la possibilità di mettersi nei panni dell’altro in un atteggiamento empatico, la terza è la possibilità di guardare le cose dal di fuori, da un punto di osservazione esterno, neutrale.

L’attività metacognitiva ci permette, tra l’altro, di controllare i nostri pensieri, e quindi anche di conoscere e dirigere i nostri processi di apprendimento. Il termine metacognizione significa letteralmente «oltre la cognizione», ed è usato per indicare la cognizione sulla cognizione, o più informalmente, il pensiero sul pensiero.


«Il modo più efficace di limitare la democrazia è quello di trasferire il potere decisionale dalla pubblica arena a istituzioni inaffidabili: re e prìncipi, caste sacerdotali, giunte militari, dittature di partito, o moderne corporazioni.» Noam Chomsky.


4 - La strategia del differire.

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

In modi differenti l’esperienza dell’ipnosi mette in luce diversi comportamenti umani, la paura, ad esempio, genera una suggestione che permette l’induzione in uno stato di trance. In certe esperienze ipnotiche è facile ottenere atteggiamenti tipici della nostra natura «animale», le persone si proteggono con il comportamento catalettico, di immobilità, allo stesso modo del comportamento mimetico di certi animali, il fingersi morti. La preda si immobilizza e il predatore non la vede più, questo perché il predatore vede solo le prede in movimento.


«La solidarietà rende gli individui difficilmente controllabili e impedisce che diventino un soggetto passivo nelle mani dei privati. Quindi occorre una macchina propagandistica che corregga ogni deviazione dal principio della soggezione ai sistemi di potere.» Noam Chomsky.


5 - Rivolgersi al pubblico come ai bambini.

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

Si conosce molto bene in ipnosi l’uso del parlare al bambino che è in noi, lo scopo è quello di riportare in una naturale regressione la persona alla sua fase infantile. Il vantaggio è quello di rendere più facile l’induzione ipnotica, la guida con l'ipnosi è garantita dal fatto che la persona vi seguirà come fosse un bambino. Un bambino ha bisogno di essere guidato, protetto, messo nella condizione di vivere momenti semplici, un bambino fa un uso limitato della razionalità e del pensiero. Lo stesso meccanismo viene usato nel parlare alle masse.


«Lo scopo di un’educazione liberale è quello di trasmettere il senso del valore delle cose che non fanno parte delle forme di dominio, contribuire a creare dei cittadini equilibrati di una comunità libera, e attraverso la combinazione di questa appartenenza alla comunità con la creatività individuale mettere gli uomini in condizione di conferire alla vita umana quello splendore che, come un limitato numero di persone hanno dimostrato, la vita può raggiungere.» Noam Chomsky.


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.

Sfruttare l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

Con l’ipnosi si va sempre a lavorare con le emozioni, in particolare le nostre attenzioni sono sui 5 Sé ogni Sé rappresenta una parte di noi. Si può parlare al Sé corporeo, si può parlare al Sé emotivo, si può parlare al Sé della consapevolezza e della storia della persona, si può parlare al Sé Relazionale, come al Sé spirituale nel dialogo che ognuno ha con se stesso è così entrare in contatto col suo inconscio. Questo con l’ipnosi si fa sempre.

«I migliori scienziati non sono quelli che conoscono la maggior parte delle informazioni; ma coloro che sanno ciò che stanno cercando.». Noam Chomsky


7 - Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.

Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.

Con l’ipnosi nelle relazioni d’aiuto il lavoro


è perfettamente ribaltato, le persone che cercano aiuto hanno perso la strada, non vedono o sentono più se stessi, la loro vita. Inizialmente le persone che hanno bisogno di aiuto cercano il nostro controllo e la nostra guida, partono dalla nostra conoscenza della strada e delle esperienze che andiamo ad incontrare. Io posso guidarti con l’ipnosi se tu mi scegli e se per te son l’unico a poterlo fare, o almeno tu mi vedi come l’unico, il tuo riferimento; se tu conosci la strada puoi decidere d’andare per conto tuo. Così funziona l’ipnosi, ogni volta che si aiuta una persona si insegna la strada. Il mio intento è quello di rendere autonomo il tuo viaggio, parte dalla guida, dal controllo, per restituire indipendenza ed autonomia.


“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori». Noam Chomsky.


8 - Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti: ancora una volta il lavoro dell’ipnosi d’aiuto funziona esattamente al contrario, lavora per trovare in te le risorse, le qualità, le caratteristiche che possono permetterti di affrontare meglio la vita.


“Populismo, un concetto con una storia mista, spesso piuttosto rispettabile.” Noam Chomsky.


9 - Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, a causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

Risulta chiaro che l’ipnosi può incatenare come render liberi, a seconda di come si usi. Tutti questi principi di costrizione, limitazione, perdita di libertà, autonomia, fiducia, possono esser ribaltati a favore delle persone, attraverso l’esperienza dell’ipnosi.


“O difendiamo il diritto alla libertà di espressione per idee che detestiamo, oppure ammettiamo, se siamo onesti e non cerchiamo scappatoie, di essere d’accordo con le dottrine di Goebbels e di Zdanov. Anch’essi difendevano volentieri il diritto d’espressione per le idee che andavano loro a genio.” Noam Chomsky.


10 - Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.

La rapidità con cui procedono le scienze e le conoscenze è tale per cui pochi si aggiornano regolarmente, ed aggiornano le proprie mappe per conoscere e conoscersi. Il sistema, come dice giustamente Noam Chomsky, riesce, al contrario, a tenersi aggiornato ed a utilizzare a suo vantaggio il monitoraggio continuo del fronte avanzato della ricerca e conoscenza, sia in ambito fisico che in ambito psichico.

È dunque facile andare in trance sull’induzione della tecnica, continuamente dietro a migliorarsi e svilupparsi, abbracciando i campi più disparati, e sottraendo di giorno in giorno terreno all’umano Controllo.

Ma nell’esperienza con l’ipnosi andiamo a conoscere il nostro inconscio, costruendo una fiducia, una stima che possono accompagnarci. Possiamo aumentare le nostre possibilità di scelta, ed imparare ad agire per non rimanere bloccati nell’immaginario di qualcun’altro.


«La rapidità con cui una notizia viene fornita dà l’illusione di vivere al centro degli avvenimenti, ma significa soltanto che siamo sottoposti a una propaganda ancora più intensa. Quando gli avvenimenti sono istantanei e appassionanti, ci lasciamo trascinare dal loro flusso. Secondo me la superficialità, non la rapidità, incide sulla percezione del presente. Ma si fa di tutto per cancellare ogni memoria.» Noam Chomsky.



Voglio concludere dicendo qualcosa che sento riguarda un po’ tutti, quando parliamo di volontà mettiamo l’accento sull’idea che la volontà si conquista con l’impegno E la perseveranza. In verità l’essere Umano non funzione per buoni principi, la volontà non esiste, esistono le intenzioni. Dopo che abbiamo analizzato nei dettagli i meccanismi con cui siamo costantemente manipolati, e i sistemi per liberarci da questi sistemi, domandarci quali sono le nostre intenzioni ci mette sulla giusta strada. Vi consiglio di usare l’ipnosi (e l’auto ipnosi) per chiarirvi le intenzioni a livello concio e a livello inconscio, così da stabilire un fronte unico per contrastare l’invasione continua che tentano di fare nei nostri confronti.


Marco Chisotti Psicologo - Psicoterapeuta - Ipnologo - Giornalista




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